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Tulle
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mweqTulle (mwegin occitano mwewTula) è un mwfacomune francese del Sud-Ovest della Francia, prefettura del dipartimento della mwfqCorrèze, nella regione mwfgNuova Aquitania. Soprannominata mwfwla città dei sette colli, Tulle ha costruito la sua fama sullo sviluppo della sua industria e del suo artigianato: è diventata una capitale del merletto (col suo festival internazionale), delle armi (manifattura) e della fisarmonica (fabbricante Maugein). Distesa su più di tre chilometri nella stretta e tortuosa valle della mwgaCorrèze, i vecchi quartieri di Tulle sono stati costruiti al fianco delle colline che dominano il fiume. Il centro storico della città si trova alla confluenza della Corrèze con la Solane dove fu edificata la mwgqcattedrale di Nostra Signora.

Contents

Storia
Cantoni
Note

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Storia

Antichità e toponimia

Le origini della città sono ancora oggi soggette a dibattito, ma sembrerebbe che l'attuale Puy Saint-Clair, uno sperone roccioso e scosceso che separa la valle della Corrèze da quella della Solane, abbia costituito un'area ideale per lo stabilimento di un mwhgoppidum mwhwgallico. La città era, prima dell'epoca romana, un incrocio importante sulla strada tra mwiaArmorica e mwiqMediterraneo e su quelle tra mwigAquitania e mwiwMassiccio centrale che tutti due attraversavano la Corrèze per un guado in questo luogo.

Dopo la mwjqconquista romana, la città si spostò a valle nell'odierno quartiere di mwjgTrech. I mwjwRomani costruirono un tempio alla dea Tutela, protettrice delle persone, delle proprietà e dei luoghi. Dal suo nome deriverebbe quello della città. Ma il reale polo della regione si sarebbe spostato ad una decina di chilometri al nord, sul sito de mwkaTintignac nel comune di mwkqNaves durante il I secolo d.C.

Medioevo

Nel periodo dei mwlaMerovingi vide l'mwlqevangelizzazione della città e lo stabilimento di tre luoghi di culto dedicati a mwlgSan Martino, San Piero e San Giuliano. La città entrò ufficialmente nella storia con la trasformazione nel VII secolo della chiesa dedicata a mwlwSan Martino in un monastero sotto l'impulso di mwmaCalminio, già fondatore del monastero di Mozat in mwmqAlvernia. Intorno ai luoghi di culto cominciarono a raggrupparsi gli abitanti del paese e Tulle ridivenne un polo urbano, uno statuto perso dalla mwmgconquista romana.

La città fu saccheggiata a più riprese dai mwnavichinghi, sebbene situata a parecchie centinaia di chilometri del mare, ed è in occasione di uno di questo saccheggi, nell'mwnq846 che il primo monastero fu distrutto. Per avvertire gli abitanti della città dell'arrivo dei mwngvichinghi, fu costruita una stazione di sorveglianza su un promontorio roccioso a mwnwCornil, ad alcuni chilometri nella valle del mwoaCorrèze. Il luogo era considerato tuttavia sicuro per molte chiese della costa atlantica che avevano mandato le loro reliquie per preservarle dei saccheggi, particolarmente quelle di San Chiaro, di mwoqSan Laudo o di San Baumard. Il monastero fu ricostruito, ma sparì nell'XI secolo. Nel 1989, dei scavi intrapresi sotto la mwognavata dell'attuale mwowcattedrale hanno permesso di scoprire le tracce di un'mwpaabside che data dell'epoca mwpqcarolingia così come un mwpgportale di influenza mozarabica.

Nuove costruzioni furono intraprese per l'abbazia, convertita oramai alla mwqqregola benedettina all'XI secolo. In visita a Tulle in mwqg1095, il mwqwpapa Urbano II gli accordò la sua protezione. La prima pietra della nuova chiesa abbaziale fu posta nel mwra1130, ma l'edificio fu finito solamente due secoli più tardi. La mwrqguglia del XII secolo culmina ad un'altezza di 75 metri, la più alta del mwrgLimosino. Nel 2005, dei scavi hanno permesso la scoperta del muro nord della chiesa medievale di San Giuliano e di un cimitero. Si può ammirare peraltro il mwrwchiostro mwsagotico, il solo conservato nel mwsqLimosino.

Nel mwsw1317, mwtapapa Giovanni XXII eresse la mwtqdiocesi di Tulle staccando cinquantadue parrocchie della mwtgdiocesi di Limoges e la chiesa abbaziale diventò cattedrale. Durante la mwtwguerra dei Cent'anni, gli mwuainglesi presero la città nel mwuq1346 prima di essere cacciati un mese dopo dal conte di Armagnac, subendo due assedi nel corso dai quali gli abitanti sono ridotti alla fame. Nel mwug1370, la città prese il partito del re di Francia, mwuwCarlo V, ciò che le valse un'esenzione dalle tasse e la nobilitazione di parecchie famiglie borghesi. Ma nel mwva1373, il duca di Lancastre si presentò davanti alla città e esigette che le porte fossero aperte e nell'assenza di qualsiasi comando, fu un'assemblea rappresentativa della popolazione che decise di ubbidire per evitare un nuovo saccheggio. Il perdono del re di Francia per questo tradimento fu accordato nel mwvq1375.

La mwvwpeste nera colpì la città nel mwwa1348 e, la sera del 23 giugno, nella disperazione, le autorità della città decisero di sfilare dietro una statua di San Giovanni per fare cessare ciò che era considerato come un flagello divino. La peste cessò poco dopo, e i mwwqTullistes promisero di rinnovare questa processione ogni anno. È perpetuata ancora oggi ed è chiamata processione della mwwgLunade.

All'inizio del XV secolo, la città fu vittima di quelli che sono chiamati i mwxaroutiers, dei briganti come Jean de la Roche che incendiò la città in mwxq1426 o Rodrigue de Villandrando a cui la città dovette versare un forte riscatto per essere risparmiata nel mwxg1436. Nel mwxw1430, il vescovo riconobbe il potere di trentaquattro borghesi chiamati mwyaboniviri e dotati di poteri militari e finanziari, ma che si occupavano in realtà degli affari della comunità in modo ufficioso dal XIII secolo. Nel mwyq1443, mwygCarlo VII riunì a Tulle gli stati generali del Basso mwywLimosino.

Epoca moderna

L'abbazia fu di fatto chiusa con la secolarizzazione del mwzg1514. Il vescovo vi si fece costruire un castello ed il refettorio diventò la sede del tribunale. Nel 1566, il re mwzwCarlo X dotò la città di un municipio e di un consolato che ridussero definitivamente il potere del vescovo.

Durante le mwaqGuerre di religione, Tulle si schierò con i cattolici; la città resistette una prima volta agli mwagugonotti nel mwaw1577, ma le truppe del visconte di Turenne si presero un'insanguinata rivincita in mwba1585. Devastarono totalmente la città, un assalto raccontato dal poeta protestante mwbqAggripa d'Aubigné.

Nel XVI secolo, i nobili e borghesi di Tulle si dedicarono ad una vera competizione architettonica: rimangono oggigli edifici dalle facciate mwbwrinascimentali come lmwca'mwcqhôtel de Lauthonye (1551), lmwcg'mwcwhôtel de Ventadour o la mwdamaison Loyac descritta da mwdqProsper Mérimée in 1838. Nel XVI secolo fu eretto un collegio e nel mwdg1620 l'insegnamento fu affidato ai mwdwgesuiti. Nel mwea1670, la città fu dotata di un ospedale generale.

Numerose congregazioni religiose si installarono nella città, i mwegrecolletti (1601), le mwewclarisse (1605), i mwfafoglianti (1615), le mwfqorsoline (1618), le bernardine (1622), le visitandine e i carmelitani (1644) e le benedettine nel 1650. Nel mwfg1705, mwfwMarcelline Pauper fondò a Tulle una casa della congregazione delle Sorelle della Carità di Nevers, per alleviare la miseria del popolo ed insegnare a leggere ai bambini.

A partire dal XVII secolo, apparvero delle nuove attività economiche, i mulini sulla mwgqCorrèze e sulla Solane utilizzati per produrre della carta. Si sviluppò l'artigianato del mwggmerletto e il "mwgwpoinct de Tulle" acquisì fama mondiale, il tulle essendo utilizzato frequentemente per gli abiti da sposa. Si ebbe anche l'inizio dell'industria dell'armamento a Tulle con lo stabilimento di una manifattura nel 1691, risultante della collaborazione tra l'achibugiere Pauphile e il finanziere Fénis de Lacombe. La fabbrica di armi da fuoco diventerà manifattura reale nel mwha1777.

Le mutilazioni della mwhgcattedrale e degli edifici abbaziali furono molto importanti durante la mwhwRivoluzione perché, convertita in una manifattura di armi, tutti gli elementi metallici ivi compresi i supporti della cupola, furono asportati per recuperarli: ciò provocò il cedimento della cupola, dell'abside, del transetto e della galleria nord del chiostro nel 1796. Anche il palazzo episcopale, due chiese parrocchiali e parecchie cappelle nei sobborghi furono distrutte durante la mwiaRivoluzione. La chiesa fu riaperta al culto nel 1803, ma non ritroverà il suo titolo di mwiqcattedrale che nel mwig1823, mentre la cupola non sarà mai ricostruita.

Epoca contemporanea

Tra il 1917 e il 1922 Tulle fu al centro delle cronache nazionali: oltre 100 lettere anonime furono inviate ai giornali denunciando tutti i segreti degli abitanti. L'autrice era Angel Laval, una donna disprezzata e squilibrata.

Questo fatto ispirà mwjgHenri-Georges Clouzot per il film mwjwIl Corvo e mwkaJean Cocteau per l'opera teatrale mwkqLa Machine à écrire.

Seconda guerra mondiale

Tulle fu liberata dai Partigiani l'8 giugno 1944 dopo due giorni di duri scontri che costarono la vita ad una trentina di soldati tedeschi. Il giorno stesso l'Alto Comando tedesco fece intervenire la mwla2. SS-Panzer-Division "Das Reich" delle mwlqWaffen SS, che procedendo su tre direttive rioccupò la città senza problemi, in quanto i partigiani si erano ritirati sulle alture nell'impossibilità di contrastare l'avanzata dei carri armati.

Il mattino del giorno dopo, si consumò l'mwlweccidio: mwma5 000 uomini tra i sedici e i sessanta anni abitanti di Tulle, furono concentrati dalle SS nel cortile della fabbrica d'armi e 99 di questi furono impiccati ai balconi ed ai lampioni della piazza, mentre 150 furono deportati in Germania in campi di lavoro; di questi, 101 non tornarono più.

Due giorni dopo la stessa unità si sarebbe macchiata dell'orribile strage di mwmgOradour-sur-Glane (642 vittime).

I corpi degli impiccati furono inumati dai tedeschi in un campo ai lati della Route Nationale 89, utilizzato fino allora come deposito d'immondizie. Nel luogo fu innalzato un memoriale a ricordo degli impiccati e degli internati morti in Germania.
Sulla lapide commemorativa dell'eccidio di Tulle è stato scrittomwnq :

(francese)

«Au soir du 9 JUIN 1944

dans ce coin de terre à jamais sacré

mais qui n'était alors qu'un dépôt

d'immondices furent ignominieusement

enfouis 99 jeunes hommes sauvagement

pendus par les SS de la division DAS REICH

sur l'ordre du général LAMMERDING

auprès d'eux ont été pieusement rapportées

quelques cendres de leurs 101 camarades

déportés sans retour dans les camps de la mort

RECUEILLE-TOI

SOUVIENS-TOI»

(italiano)

«La sera del 9 GIUGNO 1944

in questo angolo di terra per sempre consacrato

ma che non era che un deposito

d'immondizie furono ignominiosamente

seppelliti 99 giovani selvaggiamente

impiccati dalle SS della divisione DAS REICH

su ordine del generale LAMMERDING

accanto a loro sono state piamente riportate

alcune ceneri dei loro 101 compagni

deportati senza ritorno nei campi della morte

RACCOGLITI

RICORDATI»

(cite-ref-1[1])

Guerra d'Algeria

Dopo il putsch dei generali del 21 aprile 1961, la prigione di Tulle accolse i quattro generali golpisti: mwpqRaoul Salan, Edomond Jouhaud, Maurice Challe e André Zeller. Essi erano contrari alla politica del presidente mwqqCharles De Gaulle favorevole all'abbandono dell'Algeria. Salan, l'ultimo occupante, fu amnistiato il 15 giugno 1968 da De Gaulle in seguito agli mwqgavvenimenti nel '68.

Dopo gli anni '70

Nel 1979 fu creato un Museo delle armi dagli impiegati della manifattura.

Nel corso degli '80 Tulle era il maggiore polo occupazionale del Limosino, ma oggi la produzione di armi è terminata.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Amministrazione

Sindaci di Tulle

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1925 | 1942 | Jacques de Chammard | Radical | Deputato | |
| 1944 | 1947 | Jules Lafue | | Sindaco | |
| 1947 | 1949 | Clément Chausson | PCF | Deputato | |
| 1949 | 1959 | Jean Massoulier | | Sindaco | |
| 1959 | 1971 | Jean Montalat | SFIO | Sindaco | |
| 1971 | 1977 | Georges Mouly | RPR | Sindaco | |
| 1977 | 1995 | Jean Combasteil | PCF | Deputato | |
| 1995 | 2001 | Raymond-Max Aubert | RPR | Sindaco | |
| 2001 | 2008 | François Hollande | PS | Deputato | |
| 2008 | | Bernard Combes | PS | Sindaco | |

Cantoni

Fino al 2014, il territorio comunale della città di Tulle era ripartito in due cantoni:


Tulle era inoltre capoluogo di due cantoni, pur non facendone parte:


A seguito della riforma approvata con decreto del 24 febbraio 2014cite-ref-2[2], che ha avuto attuazione dopo le elezioni dipartimentali del 2015, il territorio comunale della città è stato riunito in un unico cantone:

• Cantone di Tulle

Nessun altro comune è incluso nel cantone.

Gemellaggi

• mwzqSchorndorf
• mw0aErrenteria
• mw0wBury
• mw1gLousada
• mw2qSmolensk
Dueville, dal 2008

Monumenti e luoghi d'interesse
Economia

Industria e artigianato

• Merletti di Tulle (mw5aTulle [tessuto)
• Manifattura di fisarmoniche della fabbrica Maugein.
• Borg-Warner: fabbricante automobile americano installato sullo ZAC del Montane.
• Manifattura di armi nel quartiere di Souilhac.

Trasporti

La stazione di Tulle costituiva fino nel 1970 un incrocio locale importante con la linea tra mw6gLione, mw6wClermont-Ferrand, mw7aBrive-la-Gaillarde e mw7qBordeaux; la partenza della linea verso Argentat, Treignac ed Uzerche e la partenza della linea verso Neuvic ed Ussel.

Oggi, restano le linee di treno verso mw7wBrive-la-Gaillarde ed mw8aUssel e dell'autobus verso mw8qLimoges ed mw8gUzerche. La rete di autobus di città è composta di 4 linee e si chiama TUT (Trasporti Urbani Tullistes).

La città è collegata dalla strada con l'mw9aA89 (mw9qLione-mw9gBordeaux) a mw9w10 km e l'mw-aA20 (mw-qParigi-mw-gTolosa, a mw-w30 km).

Curiosità

La stazione ferroviaria di Tulle ed alcuni scorci delle vie e piazze circostanti compaiono nel film mw-gmw-wIl giorno dello sciacallo (1973) di mwaqaFred Zinnemann

Note

cite-note-11. mwaqcmwaqgmwaqkFotografia del memoriale, su mwaqocheminsdememoire.gouv.fr mwaqs(archiviato dall'mwaqwurl originale il 17 dicembre 2008).
cite-note-22. mwara(mwaremwariFR) mwarmmwarqDécret n° 2014-228 du 24 février 2014 portant délimitation des cantons dans le département de la Corrèze, su mwarulegifrance.gouv.fr, mwaryhttp://www.legifrance.gouv.fr/, 24 febbraio 2014. mwarcURL consultato il 18 giugno 2015.

Voci correlate

• mwarsFrancia

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tulle

Collegamenti esterni

• (FR) Sito ufficiale, su ville-tulle.fr.
• citerefbritannica-com(EN) Tulle, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.